Hai rinegoziato o rinnovato una cessione del quinto?

In questo caso è molto probabile che tu abbia il diritto di ricevere un rimborso per le vecchie cessioni del quinto

Negli ultimi 10 anni molte banche e finanziarie hanno “dimenticato” di ottemperare alle nuove normative, trattenendo consistenti somme da decine di migliaia di contratti di cessione del quinto e prestiti delega. Sul territorio nazionale, secondo le ultime stime, il totale trattenuto indebitamente si aggira intorno ai 500 milioni di euro.

 

Il 93% dei contratti di prestiti garantiti da cessione del quinto dallo stipendio o pensione a partire dal 2000 presenta questa anomalia bancaria.

 

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Ciò che invece rimane oscuro ai consumatori sono i calcoli necessari per determinare tali rimborsi della cessione del quinto o pensione, la procedura da seguire e la tempistica per ottenerli, soprattutto a causa di informazioni discordanti che circolano tra gli utenti.

In alcuni casi sono le stesse agenzie di intermediazione finanziaria che offrono al proprio cliente la possibilità di ottenere i rimborsi in tempi brevissimi: «... non si preoccupi in 30 giorni avremo i suoi soldi!», contravvenendo alle disposizioni dei propri istituti di credito e degli albi professionali, ma solo con l'intento di conservare il cliente e rimborsare il minimo possibile tramite firma di liberatoria che impedirà al consumatore di ottenere tutti gli importi di cui avrebbe diritto.

In altri casi invece si esagera in senso opposto per giustificare costi esorbitanti di avvocati e recupero crediti.

Purtroppo, le diverse finanziarie hanno gestito questi contratti in modi molto diversi, ed è  proprio in funzione degli articoli contrattuali e varie clausole (specialmente le vessatorie), che si determina la complessità e la durata della procedura. Vale a dire che ogni rimborso ha una sua precisa struttura, modalità e tempistica di risoluzione.

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Quali contratti di prestito sono idonei

Tutti i finanziamenti tramite cessione del quinto danno diritto ad un rimborso? Ovviamente la risposta è no.

Sono varie le discriminanti che permettono al consumatore di ottenere un rimborso.

  1. Tipologia del finanziamento
  2. Data di sottoscrizione del finanziamento
  3. Data di estinzione anticipata del finanziamento
  4. Tipologia degli articoli contrattuali
  5. Modalità di gestione del finanziamento

La nuova normativa si applica solo ai finanziamenti garantiti dallo stipendio (cessione del quinto o prestito delega), che sono stati sottoscritti dal 2000 in avanti e che sono stati estinti anticipatamente.

In altre parole, i finanziamenti soggetti ai rimborsi sono quelli che per vari motivi sono stati chiusi prima della loro naturale scadenza, compreso i casi di rinnovo o rinegoziazione. Infatti su un finanziamento in corso, non è possibile richiedere rimborsi, ma è possibile solo fare i controlli di correttezza.

Ma non tutti i contratti sono stati redatti nello stesso modo. Infatti alcune banche, purtroppo molto poche, hanno correttamente operato nei confronti dei loro clienti, restituendo interamente quanto dovuto. In altri casi invece i contratti sono stati scritti blindando ogni possibile ricorso e garantendo alla banca/finanziaria protezione sufficiente per evitare la restituzione di tali importi.

Ma a cosa corrispondono esattamente questi rimborsi?

I rimborsi sono composti da diversi elementi riscontrabili nei costi del finanziamento indicati nel contratto e che concorrono alla formazione del TAEG (Tasso Annuale Effettivo Globale). Il TAEG rappresenta in forma percentuale qual è il costo effettivo del finanziamento, comprensivo sia degli interessi sia dei costi per commissioni ed assicurazioni. Per esempio, in un finanziamento in cui gli interessi sono del 5% (TAN: Tasso Annuo Nominale), dopo aver calcolato le commissioni finanziarie, assicurazioni, ed eventuali commissioni di gestione, si può arrivare ad un TAEG del 10% o anche maggiore. Ciò significa che con un TAN del 5%, per ottenere un prestito si dovrà pagare il 10% annuo a causa delle commissioni ed assicurazioni.

Al momento dell’estinzione anticipata, la banca/finanziaria somma l’importo delle rate ancora ancora da pagare e sottrae gli interessi non ancora maturati. Purtroppo questo calcolo riguarda solo il TAN “dimenticando” che la nuova normativa prevede ulteriori rimborsi. Nella pratica, il consumatore riceve sempre il rimborso relativo al puro importo degli interessi, ma quasi mai tale rimborso comprende tutti gli elementi previsti.

Possono concorrere alla formazione del rimborso:

  • Commissioni bancarie
  • Commissioni finanziarie
  • Commissioni agente
  • Commissioni intermediatore
  • Commissioni di gestione
  • Commissioni del datore di lavoro
  • Commissioni accessorie
  • Commissioni varie
  • Commissioni incasso rata
  • Assicurazione sulla vita
  • Assicurazione perdita impiego
  • Assicurazione rischio credito
  • Assicurazioni obbligatorie

Non possono mai essere richiesti i rimborsi sui seguenti elementi:

  • i costi di istruttoria
  • le provvigioni
  • le commissioni non soggette a maturazione
  • i costi di attivazione
  • gli oneri di legge come bolli ed imposte

Questi liste sono solo esemplificative e non esaustive, in quanto la rimborsabilità dipende dal tipo di contratto firmato, ovvero dal vincolo posto da ogni articolo contrattuale che descrive le caratteristiche degli elementi sopra citati.

Ma se è un diritto del cosumatore perché la banca non rimborsa?

Può sembrare una domanda retorica, ma non è così!

È chiaro che per una banca/finanziaria effettuare rimborsi a migliaia di clienti risulti economicamente molto sconveniente. Ma non è questa la risposta giusta o completa.

Il motivo principale, per cui le finanziarie non rimborsano in automatico, è da ricercarsi nei vincoli contrattuali. Infatti, in quasi tutti i contratti è espressamente indicato che solo la parte degli interessi non maturati sono restituibili in caso di estinzione anticipata. E tali condizioni sono state accettate dal consumatore al momento della sottoscrizione del prestito.

Chiarito che tali rimborsi non sono contrattualmente previsti, al momento della richiesta o del reclamo, la finanziaria li nega oppure li concede parzialmente in cambio di liberatoria.

Di conseguenza, la normativa civilistica pone un notevole vincolo a favore delle banche, che hanno in mano un motivo più che giustificato per trattenere quanto concordato e sottoscritto. In pratica, da questo punto di vista, i calcoli di estinzione anticipata sono corretti: la banca non deve effettuare alcun rimborso.

Solo grazie all’accrescimento della tutela dei consumatori, riconosciuta dagli organi di controllo di Banca d’Italia in attuazione di specifici articoli del Testo Unico Bancario, sono stati introdotti nuovi parametri di calcolo che interferiscono con i finanziamenti anticipatamente estinti. Ma come succede spesso, non è affatto semplice districarsi tra le varie leggi, norme applicative, circolari esplicative, sentenze di riferimento, ecc…

Richiedi subito assistenzaÈ per questo motivo che i consumatori finanziari possono trovare assistenza tramite il nostro sito web, ma anche coinvolgersi personalmente con il preciso scopo di diffondere maggiore conoscenza in questo ambito, condividendo le informazioni di queste pagine.

Approfondisci

A quanto ammontano questi rimborsi?

Come è facilmente intuibile, in base agli elementi presentati nelle sezioni precedenti di questo sito, l’importo del rimborso è in funzione di molte variabili: tipo di contratto, importo finanziato, quantità delle commissioni, durata complessiva del prestito e momento in cui tale prestito viene estinto anticipatamente.

Quantificare questo importo senza visionare la documentazione relativa agli elementi sopra citati è solo illusorio.

Però è possibile affermare ciò che statisticamente è stato sperimentato nell’ambito delle attività di supporto svolte in favore dei consumatori, che indicativamente 9 volte su 10 ricevono un rimborso maggiore di quanto fosse stato loro offerto.

Ma l’elemento fondamentale da valutare non è l’importo da recuperare, bensì se sia giusto lasciare alle banche/finanziarie i rimborsi che le normative a tutela del consumatore gli riconoscono come un suo diritto! Anche se fossero poche centinaia di euro, tali importi spettano di diritto al consumatore che li aveva pagati anticipatamente al momento del prestito.

E se tali importi ammontassero a diverse migliaia di euro?

Vuoi sapere a quanto ammontano i rimborsi dei tuoi contratti?   Richiedi calcolo ammontare del rimborso

Nella nostra esperienza di associazione di promozione sociale a difesa dei consumatori finanziari, abbiamo visto rimborsi fino a 6000 euro per singola pratica.

E tu quanti prestiti hai rinnovato?

Fai subito il primo passo

Qual è il primo passo per ottenere questi rimborsi?

La prima cosa da fare è informarsi correttamente e nel modo più completo possibile.

Il fatto di aver consultato queste informazioni ti pone già avanti nel lavoro.

La strada per ottenerlo può essere lunga ed è quindi necessario avere pazienza e soprattutto essere consapevoli dell’ostruzionismo che si può incontrare in diverse fasi. Soprattutto nel momento in cui non si è ancora determinato se il proprio conttratto da il diritto a ricevere un rimborso. Tramite l’Associazione Difesa Consumatori Finanziari – ADICONFI puoi richiedere gratuitamente una verifica di questo tuo diritto.

Verifica se hai diritto ad un rimborso

Conoscere il tuo diritto è il primo passo, inoltre è il punto fondamentale per intraprendere questo percorso. Più consumatori intraprenderanno la richiesta di rimborso, più sarà chiaro per le banche e le finanziarie che non si possono permettere di dimenticarsi dei diritti dei propri clienti.

Man mano che queste informazioni diventeranno di pubblico dominio, banche e finanziarie saranno, ogni giorno di più, costrette a rispettare i consumatori, trattandoli come clienti da assistere e non come strumenti di profitto.

Ora che hai completato la prima fase, non fermarti qui pensando di perdere tempo inutilmente: fai subito il secondo passo e fai analizzare gratuitamente la tua documentazione, anche se attualmente non è ancora in tua mano.

Fai il secondo passo: inizia subito

Se invece desideri avere una panoramica sulle fasi della pratica nel corso del tempo, fino all’ottenimento del rimborso, puoi consultare la pagina Percorso temporale del rimborso

Richiedi subito il tuo rimborso

Ottenere un rimborso sui costi di un prestito non è sempre possibile, perché trascorsi 10 anni dall’estinzione anticipata, si perde ogni diritto a causa della prescrizione estintiva, ma possono sorgere anche altri impedimenti, come il fallimento della società erogante, oppure la cancellazione dagli elenchi degli intermediari bancari/finanziari. Tali impedimenti possono verificarsi in qualsiasi momento, rendendo quasi impossibile l’ottenimento di qualsiasi rimborso.

Considerando le tempistiche e le varie difficoltà che si possono riscontrare, è sempre bene adoperarsi il prima possibile per farsi riconoscere i propri diritti.

Verifica subito la data di inizio e fine del prestito, che sono il primo elemento discriminante per cominciare la procedura, compilando il modulo seguente.





Hai a disposizione il documento di contratto ed il documento del conteggio estintivo?

In alternativa chiedi assistenza GRATUITAMENTE al servizio di Segreteria di ADICONFI, telefonando al numero 0543 1995737 nei seguenti orari: da lunedì a giovedì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:00, mentre il venerdì dalle 9:00 alle 13:00.

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